26 luglio 2018 · Tuame.it
Competenza, tecnologia e psicologia nel futuro della dermatologia
Un’intervista al Prof. Coricciati: perché prima viene la diagnosi, come la tecnologia aiuta a farla, e perché saper dire di no agli eccessi è un dovere.

Estratti dall’intervista pubblicata da Tuame.it il 26 luglio 2018. I titoletti sono nostri, le risposte sono le parole del Prof. Coricciati; dove c’è […] un passaggio è stato tolto.
Come sono cambiati i pazienti
Oggi lo scenario è completamente mutato: fino a poco tempo fa era il medico che, dopo un’attenta valutazione, proponeva soluzioni e trattamenti; oggi, grazie alla facilità di accesso alle informazioni offerte dalla rete e dalle piattaforme digitali, i pazienti arrivano con proposte e soluzioni già strutturate, non sempre adeguate e corrette.
Chi indossa un camice ha tuttavia appreso che primariamente deve essere fatta una diagnosi. […] Mi basta citare qualche esempio per spiegare cosa intendo: le tecnologie per l’analisi estetica e medica della pelle, l’analisi cutanea in 3D, che consente l’analisi della cute in due e tre dimensioni e l’analisi multispettro della pigmentazione di epidermide e derma; oppure i progressi fatti grazie alla videodermatoscopia, nella mappatura dei nei, e l’importanza degli screening dermatologici, che permettono di individuare i nei a rischio e di controllarne nel tempo l’eventuale modificazione, consentendo una diagnosi precoce del melanoma.
In superficie e in profondità

Attualmente la soluzione raramente è data da un solo trattamento, perché diverso è trattare la pelle a livello superficiale e diverso è dover intervenire più profondamente sulle lassità.
Quando il dermatologo deve agire in superficie, i laser frazionati rappresentano una valida soluzione al trattamento dei classici inestetismi del viso, come le macchie, le rughe, alcune cicatrici esito di acne, e gli altri segni d’invecchiamento, consentendo un rapido ritorno al lavoro o alla vita sociale.
Con gli ultrasuoni microfocalizzati il supporto ecografico è fondamentale, perché solo così possiamo sapere dove andiamo ad agire, se stiamo operando in un’area di muscolo, sopra un vaso o nel tessuto adiposo. E dovendo correggere perdita di tono e lassità è importante agire in maniera mirata, risparmiando le strutture attorno.
Le richieste di oggi
Anche la clientela maschile oggi ha una maggiore attenzione all’estetica, alla salute e alla prevenzione. Le donne si rivolgono alla medicina e alla dermatologia estetica molto prima dei 50 anni: le donne più giovani che si rivolgono alla nostra struttura non cercano la perfezione, ma fanno richiesta di piccole correzioni, di intervenire su inestetismi e segni come la ruga glabellare, il codice a barre, la marionetta. Noi interveniamo a seconda dei casi, proponendo tutti i trattamenti possibili e le diverse alternative, concordando sempre il progetto con il paziente.
Il gusto della misura
Quando l’estetica produce miglioramenti che non stravolgono o alienano espressività, lineamenti e proporzioni, significa che il professionista ha lavorato al meglio delle proprie possibilità, sia in materia di gusto estetico, che di tecnologia, che dal punto di vista deontologico.
In primis la diagnosi, e per fare una diagnosi accurata occorre ascoltare il paziente, capire perché vuole intervenire sul proprio volto o sul proprio corpo in quel particolare modo, in quel particolare momento della vita.
Oggi lavorare in dermatologia e medicina estetica significa educare e accompagnare il paziente, consigliando e sconsigliando trattamenti e interventi. Oggi l’intervento estetico deve rimodellare, ridare freschezza e naturalezza e deve essere garbato, elegante, deve potersi rendere gradevole, mai sguaiato o eccessivo.
La psicologia del paziente
La vera sfida che ogni professionista dovrà affrontare in futuro è di aiutare i pazienti a intervenire in maniera ponderata e giusta. Non bisogna passare il segno. Saper dire di no agli eccessi è un dovere deontologico. Non tutte le rughe vanno spianate, alcune caratterizzano l’espressività di una persona.
Quindi, per riassumere: prima l’ascolto, poi un’accurata diagnosi e solo in seguito la proposta terapeutica.
L’articolo intero è su Tuame.it (si apre in un’altra scheda).
Il primo passo
Una visita, per capire insieme.
Il medico guarda la pelle, ti spiega che cosa vede e quali sono le strade possibili.
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